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Le Chiese

La Chiesa di Pagazzano


Le vicende della chiesa di Pagazzano sono legate alla storia del castello. Con bolla 11 maggio 1219 Papa Onorio III la donava al vescovo di Pavia, alla cui diretta dipendenza, unico fatto in tutta la bergamasca, essa rimarrà per seicento anni, fino cioé al 1820. Inolre un "istrumento" del 20 febbraio 1249 un tal Giuffredo é detto arciprete di Pagazzano. Anche un figlio di Bernabò Visconti, di nome Galeazzo, godette di questo titolo.

Più volte rinnovata nei secoli, la chiesa ebbe l'assetto attuale con l'ampliamento iniziato l'8 febbraio 1877 e concluso nel 1890. Sorsero allora il presbiterio, il coro e le due navate laterali. I pilastri con lesene ioniche addossate scandiscono lo spazio interno. Fu consacrata col titolo dei Santi Nazario e Celso il 19 agosto 1900 dal vescovo Camillo Guindani.

Piuttosto scarse le opere pittoriche: una S. Famigia del '600, copia del Barocci; i Misteri del rosario all'altare omonimo, eseguiti ad olio su rame ('800); la pala centrale con la Gloria dei santi Patroni, un buon lavoro di Luigi Galizzi (1900). La decorazione generale con molte medaglie si deve a Girolamo Poloni di Martinengo, che si valse per le doratre dell'aiuto di Luigi Bergamelli (1906).

Tra gli intagli spiccano i due angeli dell'altare maggiore in legno dorato e policromo del '700; il Cristo morto e un Crocifisso in legno furono scolpiti da Giovanni Maria De Dei di Gromo S. Martino nel 1893.

La costruzione dell'organo é stata attribuita a Natale Balbiani (1836-1912). Ripreso da Bortolo Pansera nel 1895, esso venne in seguito riparato e restaurato dai Piccinelli e dai Cornolti nel 1927. Il definitivo ripristino/restauro é stato curato dalla ditta Cortinovis&Corna di Albin (1990-93).

L'agile campanile in cotto fu eretto dalle fondamenta nel 1890 - come é anche attestato dalla lapide esterna alla costruzione. Un primo concerto di cinque campane, benedetto dall'arciprete Gian Battista Colpani nel 1773, venne rifuso nel 1911 dai fratelli Barigozzi di Mialno nell'attuale concerto in "do maggiore". L'11 agosto 1951 il vescovo Adriano Bernareggi consacrava le due campane più grosse, fuse da Angelo Ottolina, in sostituzione di quelle requisite nel 1942, tempore belli.

fotografia chiesa

La Chiesa di San Francesco


L'architettura é settecentesca. Nel corso dei secoli é stata utilizzata come cappella dell'adiacente ex cimitero e come lazzaretto per i contagiati dal colera. Il collegamento murario con l'attuale cinema (in disuso) ne deturpa la bellezza originaria. All'interno si conservano due semplici tele di anonimo raffiguranti i due santi protettori. Vi si festeggiano S.Franceso Saverio (patrono delle missioni) e S.Lucio (custode dei casari).

        
Pagina aggiornata il 12/07/2007 da Giusi Inico
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