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La storia
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La Storia


Il nucleo originale della costruzione di Pagazzano era già noto nel basso medioevo, quando un'antica strada romana toccava alcuni paesi della Gera d'Adda.
 
La prima costruzione fu eretta nel VI secolo al tempo delle invasioni dei Longobardi. E' certa l'esistenza di una roccaforte nel IX secolo, impegnata nella resistenza all'assalto dei Franchi.

Pagazzano compare la prima volta in un documento del 9 di giugno 1186: si tratta di un diploma dell'Imperatore Federico I detto il Barbarossa: con questo documento l'Imperatore concedeva alcuni territori lungo il fiume Adda, del Cremonese e della Bassa bergamasca al comune della città di Milano sua alleata.


Il castello di Pagazzano nel 1270 era di proprietà della famiglia Torriani e divenne poco dopo proprietà dei Visconti; le due famiglie se lo contesero con alterne vicende, assieme a quello di Brignano al quale pare fosse collegato da un passaggio sotterraneo.

L'attuale aspetto del castello è dovuto ai Visconti di Brignano che lo vollero simile ai castelli sforzeschi del periodo. La sua costruzione sui resti del maniero medievale avvenne tra il 1450 e il 1475.
 
Oggi il castello di Pagazzano, nella sua bella struttura con la cinta muraria in cotto e le eleganti merlature conserva, delle cinque torri originarie, solo le tre torri del lato nord.

Il castello fu spesso scelto come luogo di soggiorno dai proprietari, che vi ospitarono personaggi illustri tra i quali Francesco Petrarca.
Il primo soggiorno del poeta risale all'autunno del 1357, un anno dopo il secondo, del settembre del 1358. Una terza visita al castello visconteo avvenne nell'ottobre del 1359. Il quarto soggiorno dovrebbe essere avvenuto nell'ottobre del 1367.

Sotto le mura di questo castello, avvennero guerre tra il Ducato di Milano e la repubblica Veneta (1430 - 1431) con violente battaglie.

Nel 1509, sconfitti i Veneziani nella famosa battaglia di Agnadello, i paesi della Gera d'Adda tornarono sotto il dominio di Milano e il castello di Pagazzano divenne residenza civile. 
L'edifico ha una pianta rettangolare, il lato nord resta il più conservato.
Al contrario la parte meridionale, oltre ad avere perso le due torri angolari sud-est e sud-ovest, è stata la più interessata ai cambiamenti del XVII e XVIII secolo.
Nel 1553 ad opera di Galeazzo Visconti venne edificato il Palazzetto, una dimora signorile suddivisa in grandi ambienti decorati in tempi successivi.

Il lato ovest conserva il piccolo ponte levatoio di servizio per il passaggio pedonale.
Una profonda fossa, ricolma d'acqua e larga 12 metri, circonda il castello su 4 lati; il livello dell'acqua è regolato da una chiusa, posta nell' angolo sud- ovest, che permette di bloccare o di aprire l'ingresso della roggia Brembilla che alimenta il fossato.
 
 Sul lato a nord, dove si apre l'ingresso principale, ricavato dal corpo dell'imponente torrione centrale, è collocato il ponte levatoio della lunghezza di circa 4 metri; una volta calato sulla fossa si appoggia su un raccordo in muratura che si inoltra nel fossato per circa 8 metri.

Il ponte levatoio, ancora oggi funzionante, è manovrato per mezzo di catene in ferro fissate all'estremità di due massicci bolzoni.

Il fossato ricolmo d'acqua che circonda il maniero ed il ponte levatoio costituiscono la caratteristica principale del castello di Pagazzano, l'unico della Bergamasca che conserva queste parti ancora intatte.
 
Il lato a nord è caratterizzato dal maestoso torrione posto a guardia del ponte levatoio e dall'ingresso.
Il coronamento difensivo del torrione è completato dalla merlatura, sopra la quale è appoggiato un tetto in coppia sostenuto da una travatura lignea. Le mura sono state modificate nel corso degli anni.

Lungo il lato nord, lo spazio vuoto tra i merli è stato riempito con mattoni, verso l'interno è stato costruito un secondo muro parallelo a quello di cinta e nello spazio così ottenuto, completato dal tetto, sono stati ricavati numerosi locali, oggi destinati a deposito.

Lungo le mura sorge la torre di vedetta la cui campana in caso di pericolo suonava perchè la gente si affrettasse a rifugiarsi all'interno delle mura.